L’AI e il dilemma dell’ESG

Il paradosso dell'AI nella componente Social del bilancio ESG

1. Perché l’AI “spinta” entra in rotta di collisione con la “S” di ESG

Il pilastro Social di un bilancio ESGvaluta le relazioni dell’azienda con i dipendenti, l’equità, l’inclusione, la formazione e l’impatto sulla comunità. Un’integrazione selvaggia dell’AI minaccia direttamente questi punti:

  • Esclusione e Polarizzazione delle competenze (Digital Divide): L’AI avanzata richiede competenze di ingegneria dei prompt molto verticali o, peggio, team di data scientist per essere addestrata e integrata. Questo crea una frattura in azienda: da un lato un’élite tecnologica che governa i sistemi, dall’altro la maggior parte dei dipendenti che subisce la tecnologia, sentendosi alienata, obsoleta e intercambiabile.
  • L’effetto “Scatola Nera” e Pregiudizi (Bias): Algoritmi di AI spinti, usati ad esempio nelle risorse umane per analizzare i curriculum o valutare le performance, spesso perpetuano bias e discriminazioni di genere, etnia o background. Un’azienda che delega ciecamente queste decisioni all’AI viola i principi ESG di equità e pari opportunità.
  • Svalutazione del capitale umano ed erosione della fiducia: Sostituire intere funzioni umane con agenti autonomi senza un piano di ricollocamento distrugge il clima aziendale e la reputazione sul territorio (i cosiddetti stakeholder comunitari).

2. Il modello “No-Code + AI”: Una transizione tecnologica più equa

Combinare l’Intelligenza Artificiale con un approccio No-Code non significa rinunciare all’innovazione, ma democratizzarla. Questo approccio moderato risponde perfettamente ai requisiti ESG per diversi motivi:

L’inclusione dei “Citizen Developers”

Invece di calare l’AI dall’alto tramite software incomprensibili, le piattaforme No-Code permettono ai dipendenti di costruirsi da soli i propri strumenti di AI. Il contabile, l’addetto alla logistica o l’esperto di marketing possono integrare un modulo di AI (es. per riassumere documenti o classificare ticket) dentro la propria app aziendale No-Code.

  • Impatto ESG: Questo si traduce in Upskilling (accrescimento delle competenze) della forza lavoro esistente. Il dipendente non viene sostituito, ma potenziato, mantenendo intatto il suo valore e la sua centralità in azienda.

Trasparenza e “Human-in-the-Loop”

Il No-Code rende i flussi visivi e comprensibili. Se l’AI deve prendere una decisione (es. approvare una pratica), l’interfaccia No-Code permette di inserire facilmente uno snodo di controllo umano (“Human-in-the-Loop”). Il dipendente vede cosa sta facendo l’AI, può correggerla e supervisionarla.

  • Impatto ESG: Si garantisce la trasparenza dei processi, l’assenza di discriminazioni e si mantiene la responsabilità etica in mano alle persone.

Innovazione dal basso (Bottom-up)

Le soluzioni migliori nascono spesso da chi vive i problemi operativi ogni giorno. Dare in mano il No-Code + AI a tutta l’azienda stimola un’innovazione inclusiva, dove anche chi non ha un background STEM (scientifico/tecnologico) può contribuire attivamente alla digitalizzazione.

E’ necessario un modello organizzativo che mitighi innovazione ed equità

Uno degli aspetti che le Aziende dovrebbero prendere in considerazione è l’impossibilità di ricorrere all’AI per rendere maggiormente efficienti i processi operativi. Sono diffusi oramai, a più livelli, gli Agenti Chat che cercano di fornire risposte immediate a Utenti e Leads sui vari canali di comunicazione delle Imprese. Tuttavia la possibilità da parte dei Manager di poter definire modelli digitali dei processi che governano, consente di attuare un modello organizzativo che libera le Funzioni IT da quelle attività ora superflue per potersi concentrare nello sviluppo di Agenti AI verticali che supportino detti Manager e loro collaboratori nel gestire al meglio una visione verso i propri Clienti.

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